La Grande e Santa Domenica di Pasqua (E Diellja e Pashkëvet) è davvero il giorno specialissimo in cui si condensano religione, folklore e identità albanese tutte in una funzione.
Si inizia alle 10 del mattino in cattedrale col pontificale celebrato dall’Eparca attorniato dai Papas, tutti avvolti negli antichi e ricchi paramenti sacri (un solo altare, una sola eucarestia, secondo il canone greco-bizantino).
Tra canti e rituali in greco antico, ampie volute di incenso, tra i colori e gli ori delle icone che circondano il presbiterio, si celebra il trionfo di Cristo risorto. Trionfo che si estende anche al di fuori della chiesa, con i festoni, le fronde, i teli ricamati che adornano i balconi lungo il corso principale.
Proprio lungo questo percorso, dopo la celebrazione liturgica, sfilerà il magnifico corteo delle donne nel famosissimo costume tradizionale, fino a raggiungere in piazza la chiesa della Madonna Odigitria dove viene impartita dai Papas la benedizione (bekimi) delle uova rosse seguita dalla distribuzione ai fedeli e ai turisti che animano il paese.
È una antichissima tradizione orientale del rito greco-bizantino e le famiglie arbëreshë di Piana degli Albanesi la vivono con passione. Simboleggiano la rinascita della vita, della fertilità e il cui colore ricorda il sangue di Cristo versato per tutti noi.
Vengono inoltre liberate delle colombe bianche simbolo d’amore e di pace.
- Testo tratto dal sito "Palermoviva".
- Foto a cura di Mario Calivà.

